Come funziona, davvero
Arriva una PEC.
Ecco cosa succede.
Un avviso bonario dell’Agenzia per la Rossi Srl, un martedì mattina. Lo stesso vale per una fattura, un cedolino, un contratto da far firmare.
Ore 8.32 · lo fa l’Agenzia
La PEC arriva dove arriva sempre
Nella casella PEC dello studio, quella che hai già. Mastro la legge da lì e non tocca la casella: il messaggio resta dov’è, a muoversi è solo la copia dell’allegato che finisce in cartella.
Un secondo dopo · lo fa Mastro
Capisce di chi è e quanto tempo hai
Riconosce la Rossi Srl dal mittente, dalla partita IVA nel testo o da come sono andate le volte precedenti; vede che è un avviso bonario e conta i trenta giorni dalla notifica. Se il documento è una scansione storta e non ne viene a capo, te lo chiede invece di tirare a indovinare.
Quando apri · lo fa Mastro
Te la mette in cima, già in ordine
Sotto il nome del cliente, con i giorni che restano e l’allegato pronto da archiviare: nome uniforme e cartella proposta.
Ore 9.10 · lo fai tu
Decidi, e basta un clic
Confermi e il documento va in cartella, oppure correggi il cliente sbagliato. La correzione se la ricorda: la prossima PEC di quel mittente la mette giusta da sola.
Funziona così per tutto il resto: Mastro prepara e propone, l’ultima parola è tua. Se sbaglia lo correggi in un clic e la volta dopo ci arriva da solo. L’unica cosa che parte da sola sono i promemoria e i solleciti ai clienti: il testo lo scrivi tu una volta, e decidi tu in che giorni partono.
Dove vivono le tue cose.
Niente trasloco: Mastro si mette accanto a quello che hai già.
Le tue email restano tue
Gmail, Outlook e PEC continuano a funzionare come oggi. Mastro è la vista in più dove la posta è già divisa per cliente: se apri Outlook, trovi tutto al suo posto.
I documenti nelle tue cartelle
Google Drive, OneDrive o il server dello studio: lì basta installare su un computer che resta acceso un programma che tiene allineate le cartelle. Sono le cartelle di sempre, tenute in ordine. Dei documenti da conservare per legge Mastro tiene anche una seconda copia sigillata.
Il gestionale non si tocca
Bilanci e dichiarativi restano dove sono, e fra i due non c’è un filo: i clienti li importi una volta da un export. Da lì in poi le anagrafiche stanno in due posti che non si parlano, quindi un indirizzo che cambia va messo in tutti e due — o lo aggiorna il cliente stesso dal suo link.
Otto lavori che oggi fai a mano.
Questi, e non altri.
Ognuno è un pezzo di giornata che non finisce in parcella. Mastro lo porta fino al risultato e te lo mette davanti: l’ultimo clic è tuo.
Posta e PEC in ordine
Colleghi Gmail, Outlook e PEC. Le mail restano anche nella casella di sempre: qui le ritrovi già divise per cliente. Sulle PEC di Agenzia e INPS legge la data di notifica e scrive quanti giorni hai per rispondere.
Documenti nelle tue cartelle
Legge l’allegato e propone nome e cartella — le tue: Google Drive, OneDrive o il server dello studio. Di quello che la legge vuole tenuto dieci anni fa anche una seconda copia sigillata con la data, che non si può più modificare.
Scadenze fiscali
IVA, LIPE, F24, INPS, redditi: si generano dal calendario dell’anno secondo il regime di ogni cliente, con il responsabile in studio. I promemoria al cliente partono nei giorni che scegli tu.
Firma dal telefono
Il cliente apre un link, conferma con un codice via SMS e firma col dito: mandati, lettere di incarico, preventivi, approvazione degli F24. Niente chiavetta, niente SPID.
Antiriciclaggio
Prepara il fascicolo con i dati che hai già in anagrafica, verifica il documento d’identità, propone il profilo di rischio e dice quali documenti mancano. Il giudizio e la firma restano tuoi.
I clienti fanno la loro parte
Gli mandi un link via email o WhatsApp: lo apre dal telefono e vede solo le sue cose — cosa caricare, cosa firmare, cosa pagare. Niente app da installare, niente password da ricordare.
Parcelle incassate
Mandi un link di pagamento, il cliente paga con carta o bonifico e i soldi arrivano sul conto dello studio. Il sollecito lo scrivi tu una volta e parte nei giorni che hai deciso.
Narya, l’assistente
«Chi ha la LIPE in scadenza questo mese?» Cerca nei documenti e nelle scadenze che ha in casa, dice da dove ha preso la risposta e propone la mossa. A mandarla sei tu.

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IngrandisciVedi Mastro
mentre fa il lavoro sporco.
Schermate vere, da uno studio dimostrativo con dati finti. Toccale per aprirle a schermo intero.

La posta
A sinistra le cartelle: da rispondere, alta priorità, PEC, e le fatture elettroniche tenute a parte dalle mail normali. Ogni riga porta la sigla del cliente e i giorni che restano.
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Il buongiorno
Quando apri, in cima trovi scritto in italiano com’è messa la giornata: cosa scade oggi, cosa è arrivato, cosa aspetta una firma. Sotto, i numeri per andarci dentro con un clic.
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L'archivio
Ogni documento ha un nome uniforme e sta nella cartella del cliente, sul vostro Drive o sul server dello studio. Qui lo cerchi per cliente o per tipo, senza aprire quattro cartelle.
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Le firme
Mandi il mandato, il cliente lo apre dal telefono e firma. Qui vedi a che punto è ciascuno: da mandare, in attesa da otto giorni, firmato. Il sollecito parte da qui.
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Gli incassi
Al cliente arriva un link: paga con carta o bonifico e i soldi vanno sul conto dello studio. Il testo del sollecito lo decidi tu una volta, poi parte nei giorni che hai scelto senza che nessuno telefoni.
IngrandisciVuoi vederlo sui tuoi documenti? Portane uno vero e lo apriamo insieme.
Prenota una demoGli strumenti restano al loro posto
Posta, PEC, file, calendari e incassi restano dove sono. Mastro entra da lì e lavora accanto agli strumenti che avete, senza chiedervi di spostare niente.
Più il gestionale: i clienti si importano da TeamSystem, Zucchetti, Profis e dagli altri, una volta sola.
Dati e privacy
Dove stanno i dati.
Anche quando la risposta è scomoda.
Il tuo consulente privacy ti farà tre domande. Ecco le risposte, senza girarci intorno.
Nelle vostre cartelle: Drive, OneDrive o il server in studio. Se preferite tenerli da noi, stanno in data center Google in Italia.
Zurigo, non Milano. La Svizzera è riconosciuta dall’Unione europea come paese con la stessa protezione dei dati: per il GDPR è come tenerli in Europa. Il programma gira in Belgio.
A leggerlo è un servizio di Google, e quel singolo passaggio può avvenire fuori dall’Europa. È scritto nel contratto che firmi. I vostri documenti non vengono usati per addestrare nessun modello.
Firme, invii di PEC, pagamenti e spostamenti di documenti restano scritti con nome e ora: se un cliente contesta una firma, il registro dice chi ha premuto e quando.
Fornitori, trasferimenti e misure sono elencati uno per uno, con i nomi. Da girare al vostro consulente privacy.
Leggi il dossier privacyCome si comincia
Tre passaggi, e lo studio è operativo.
- 1
Colleghi le caselle
Gmail, Outlook e PEC: si autorizzano in pochi minuti. Niente da spostare, niente da disinstallare — le caselle continuano a funzionare come oggi.
- 2
Importi i clienti una volta
Da un export del gestionale in Excel o CSV. I due programmi restano separati: quello che cambia va messo in tutti e due, oppure lo aggiorna il cliente dal suo link.
- 3
Colleghi le cartelle
Google Drive, OneDrive o il server dello studio. Le cartelle che hai restano quelle: Mastro guarda come sono fatte per capire dove mettere i documenti nuovi.
L’archivio di ieri non si tocca: i documenti già nelle cartelle restano dove sono e Mastro lavora su quelli che arrivano da oggi. Nessuna conversione di dati, nessun costo di attivazione, e una persona di Mastro fa i tre passaggi insieme a te.
Onestà prima del prezzo
Mastro non è per tutti.
Preferiamo dirtelo prima. Così non perdi tempo tu — e non lo perdiamo noi.
È per te se
- L’operativo — PEC, documenti, scadenze, firme — ti ruba le giornate.
- Vuoi tenere il gestionale che hai e aggiungerci l’intelligenza intorno.
- Vuoi che i clienti mandino documenti e paghino da soli, senza progetti informatici.
Non è per te se
- Cerchi un gestionale che faccia dichiarativi e contabilità: quello resta il tuo, Mastro non lo sostituisce.
- Vuoi che l’AI decida e firmi da sola: qui propone lei, l’ultima parola resta tua.
- Non hai PEC, clienti o documenti da gestire: non avresti nulla da farci.
Da €29 al mese,
più la fascia clienti.
Le postazioni per il prezzo del piano, più una fascia che segue i clienti in archivio. Postazioni illimitate su ogni piano, nessun vincolo annuale: disdici in un clic.
Domande
frequenti.
Mastro sostituisce il mio gestionale?
No, e non ci prova. Bilanci, dichiarativi e contabilità restano dove sono. Mastro fa quello che il gestionale non fa: posta e PEC, archivio documenti, scadenze operative, firme, l’area da cui i clienti caricano e firmano, e gli incassi. Non si collega al gestionale in tempo reale: i clienti si importano una volta da un export in Excel o CSV, poi le anagrafiche si tengono qui e un indirizzo che cambia va aggiornato anche in Mastro. Sta accanto a TeamSystem, Zucchetti, PROFIS, DATEV, Wolters Kluwer, Passcom, Sibill, GB e Buffetti: non si parlano, e non si danno fastidio.
Quanto costa, e cosa cambia tra un piano e l’altro?
Il conto è due numeri: le postazioni per il prezzo del piano, più una fascia che dipende da quanti clienti avete in archivio. Studio 29€ a postazione ha tutta la catena: posta e PEC, archivio, scadenze, mandati e firme, F24 approvati dal cliente, incassi con carta e antiriciclaggio completo. Studio Plus 49€ aggiunge la fatturazione elettronica, le ore con le tariffe, i permessi fra colleghi e Narya. Network 69€ è per chi ha più entità o vuole il proprio dominio e marchio. La fascia clienti è una sola per studio: fino a 50 anagrafiche è compresa, poi 19€, 29€, 49€ e 79€ al mese fino a mille. Se del Plus vi serve una cosa sola, quella costa 9€ a postazione. Con la fatturazione annuale lo sconto è del 15%: tre persone sul piano Studio con duecento clienti fanno 116€ al mese, 99€ con l’annuale.
Come si comincia, e quanto ci vuole?
Si parte da una demo guidata su un flusso vero del tuo studio. Se decidi di proseguire, l’attivazione la facciamo insieme: colleghi email e PEC, importi i clienti da un file e colleghi le cartelle. I documenti che hai già non vengono rifatti da capo: restano dove sono, e Mastro lavora su quelli che arrivano da qui in avanti. Non ci sono conversioni di dati né costi di attivazione.
Che cosa posso far firmare dal telefono, e cosa no?
Il cliente firma con un link e un codice di conferma via SMS: è la firma elettronica avanzata prevista dal regolamento europeo eIDAS, e non serve né chiavetta né SPID. Va bene per gli atti tra studio e cliente: mandato professionale, lettera di incarico, incarico antiriciclaggio, preventivi, approvazione degli F24. Non va bene dove la legge chiede la firma digitale qualificata — il deposito di un bilancio, gli atti da mandare al Registro Imprese o all’Agenzia per conto del cliente: lì serve la tua firma digitale, come oggi.
L’AI decide al posto mio? E se sbaglia?
Mastro propone, tu approvi: firma, invio di una PEC, pagamento e archiviazione di un documento passano dalla conferma di una persona dello studio, e niente di irreversibile parte da solo. Quando non è sicura di che cliente si tratti, lo chiede invece di indovinare. Se sbaglia la correggi in un clic e quella correzione se la ricorda per quel mittente e per quel cliente. Il tempo che si libera non è quello del controllo, che resta: è quello dello smistamento, della rinomina, delle cartelle e dei solleciti.
I soldi delle parcelle passano da voi?
No, mai. Il cliente paga con carta o bonifico da un link e l’incasso arriva sul conto dello studio attraverso Stripe, il circuito di pagamento che si attiva in una decina di minuti dentro il percorso guidato. Mastro non tocca i soldi e non trattiene nulla sull’incasso. La fattura la emetti tu come oggi: Mastro la collega al pagamento.
Che cosa vuol dire «conservato a norma»?
Che di quel documento viene tenuta una seconda copia, sigillata con una marca temporale che ne fissa la data e con un’impronta che dimostra che nessuno l’ha più toccata: è quello che il Codice Civile chiede per le scritture contabili, per dieci anni. La data non la mettiamo noi: la mette un’autorità di marcatura temporale qualificata, iscritta all’elenco AgID. Le due copie convivono: nella tua cartella resta il file su cui lavori, la copia sigillata la tiene Mastro e la scarichi quando serve. Per i documenti che la legge vuole conservati in modo qualificato — bilanci, dichiarazioni, verbali — si usa un percorso con firma e marca qualificate: in demo ti diciamo chi è il conservatore e cosa firma.
Se smetto, mi porto via i miei dati?
Sì, quando vuoi. Clienti, documenti e archivio si esportano in formati standard (CSV, PDF, file originali), anche a fine rapporto. Nessun vincolo annuale e nessuna disdetta da mandare via PEC con mesi di anticipo: smetti in un clic.
I miei clienti meno pratici riusciranno a usarlo?
Sì. Il portale è pensato per il telefono e non ha password: il cliente riceve un link, apre, fotografa il documento, firma o paga. Niente app da installare, niente registrazione. E quello che non fa lui lo fai tu per lui in pochi secondi.
Porta un flusso vero. Lo guardiamo insieme.
In venti minuti ricostruiamo un passaggio reale del tuo studio e ti mostriamo quale lavoro manuale Mastro può togliere. Se prosegui, l’attivazione la facciamo insieme.
